Da una mandibola bloccata emerge un ricordo
Esperienza di EFT Integrata in gruppo


Questa esperienza è relativa ad una sessione di un ora di EFT-i di gruppo, composto da 4 persone, nella quale Marco, 40 anni, che già ha praticato due sessioni individuali, effettua un vero e proprio viaggio a ritroso nel tempo focalizzando la sua attenzione alle sue mandibole che percepisce in forte tensione da diversi anni.
Già dopo le sedute individuali la tensione della mandibola di notte è scomparsa guadagnando in termini di qualità del riposo. Allo stesso tempo il lavoro con EFT-i è servito per lavorare su come ha imparato a serrare quella zona, associando pensieri legati al giudizio sulla sua dentatura non bene allineata quando era adolescente, con conseguenti situazioni di disagio che ha vissuto proprio in quel periodo. Quindi in questo momento la sua mandibola alterna momenti di inusuale relax a momenti di tensione, in particolare quando si deve concentrare.
Con il gruppo incominciamo a fare SET (Simple Energy Techniques) proprio sulla zona del corpo che risulta essere più tesa quel momento dando un valore da 0 a 10 alla tensione o al dolore presente. Dopo due giri nei quali alziamo l’attenzione sulla zona invito le persone a soffermarsi sulla forma, sul colore e anche sulla temperatura dell’area focalizzata.
Il feedback di Marco è un fumo grigio proprio sulle giunture mandibolari, come quello che viene utilizzato nei concerti, freddo, che non lascia intravedere niente. Già in questi primi giri riferisce che l’intensità da 7 è scesa a 5 ma è rimasto sorpreso dal disagio che questa nebbia grigia gli ha lasciato.
In un giro successivo proseguiamo con l’indagine delle percezioni evocate dalla zona, per Marco si tratta di dare voce a questo disagio e seguire i cambiamenti che avvengono nell’immagine di questa nebbia – fumo che nasconde le sue mandibole.
Alla fine del giro Marco le sente più tese ma la cosa che lo sorprende di più è che al posto del fumo emergono due bastoncini di legno, come due rami “piantati” nelle giunture che rendono chiara la sua sensazione di blocco che oltretutto ora si manifesta anche nell’articolare le parole.
Effettuiamo il giro dopo sulla base della domanda : “Se la zona dovesse parlarmi cosa mi suggerirebbe?” Durante la sequenza rimaniamo su cosa evoca quella parte del corpo in termini di immagini, emozioni, pensieri.
Durante il giro per Marco emerge un ricordo che lui riferisce di avere praticamente dimenticato. Da bambino, intorno ai 5 anni, un gatto lo aveva graffiato vicino all’occhio. Hanno dovuto soccorrerlo per liberarlo dall’artiglio che era rimasto attaccato alla cute e ricorda la sensazione di grande paura fino al punto di stringere forte i denti per non sentire il dolore e trattenere il pianto.
Su ciò che emerso utilizziamo questa frase preparazione di EFT-i :
“Anche se ho vissuto una situazione un evento che mi ha colpito profondamente posso liberare l’energia che ho trattenuto nella zona del corpo che ancora oggi me lo ricorda”
La sequenza è focalizzata su ciò che ancora quel ricordo rappresenta, quale emozione o credenza e come è stato incastonato in quella parte del corpo pagando un prezzo fisico in termini di tensione – sintomi. Questi giri ci servono per rimanere sintonizzati su ciò che emerge alternando SET per aggiornare e “bonificare” le rappresentazioni, ed EFT-i sulla consapevolezza del poterle accogliere e allo stesso modo di poter scegliere ora di ripristinare un corretto flusso di energia nella zona e di lasciare andare ogni identificazione a quel che è stato vissuto.
Marco al termine dei giri effettuati nota come l’intensità della tensione delle mandibole sia drasticamente calata quasi a scomparire. La sensazione è come di aver mollato qualcosa, un peso e ora la mandibola non ha controllo, al posto dei bastoncini di legno c’è l’immagine di uno spazio bianco e vuoto che si allarga. Anche la testa si è svuotata – è fisicamente più leggera.
Quel ricordo che era rimasto sepolto nel tempo per Marco ha evocato un episodio chiave di come ha imparato a trattenere la paura e anche la rabbia per essere giudicato troppo sensibile, troppo emotivo. Col tempo da ragazzino ha imparato a indurire la mascella per trattenersi ed apparire più forte, attribuendo una parte di questa reazione al giudizio sui suoi denti che gli faceva assumere un atteggiamento costrittivo delle mandibole per non mostrarli.
L’emersione di questo ricordo cristallizzato ha permesso di raccogliere e inserire un altro tassello del puzzle che costruisce lo schema. Il quadro è ora più chiaro ed è pronto per essere compreso e destrutturato.
Il lavoro di gruppo, pur partendo da tematiche generali, fa risuonare delle corde molto sensibili nel sistema mente corpo dei singoli partecipanti. Inoltre la condivisione può creare un onda di energia imprevedibile, un ulteriore propellente per dei veri e propri viaggi nel tempo.


Paolo Arnetoli

Fisioterapista
Riequilibrio Sistemico del Corpo
Operatore Master EFT-i
Specialista in Tecnica Bowen